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TEATRO POLIZIANO
Per molti secoli, almeno fino ai tempi nostri, Montepulciano è stato il centro culturale di maggior rilievo della Valdichiana occidentale. L'attività teatrale è documentata almeno fin dalla metà del secolo XVII: esisteva a quei tempi un'Accademia (detta dei Raggirati) che spesso chiedeva al Comune varie forme di intervento a sostegno delle proprie recite. A questa Accademia farà seguito (dal 1706) quella degli Intrigati, solo recentemente estintasi, che, nata come Accademia letteraria, sviluppò presto un'intensa attività teatrale, costruendo un primo teatro negli spazi del Palazzo Comunale (1761): rivelatosi inadeguato, questo viene demolito, e si arriva alla costruzione del Teatro Poliziano in sede più adeguata (1793), completamente ricostruito nel 1881 e riaperto nella primavera dell'anno successivo. Il Teatro Poliziano, rimasto di proprietà accademica fino al 1978 e poi passato al Comune, è stato restaurato e adeguato alle normative vigenti in materia, ed attualmente ospita una stagione teatrale invernale, alcune delle manifestazioni estive del Cantiere Internazionale d'Arte e viene utilizzato per le più svariate manifestazioni (convegni, etc.).
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IL MUSEO CIVICO
Le collezioni raccolte nel Museo Civico di Montepulciano occupano quella che è ormai la sede "storica" dell'istituzione, il bel Palazzo Neri-Orselli in Via Ricci, dove il loro nucleo vi si era stato trasferito già nel 1954. Il Palazzo, uno dei rarissimi esempi a Montepulciano che conservi memoria dell'architettura civile del Trecento senese, è in realtà il risultato di secoli di profonde modifiche e adattamenti di vari edifici fusi insieme: attualmente presenta una facciata in laterizio su Via Ricci a tre piani, un bel cortile con loggetta e pozzo, e si articola al suo interno su quattro piani di cui uno sotterraneo, riadattati per l'uso espositivo, con interventi moderni immediatamente riconoscibili: questo consente la lettura della struttura come ci era pervenuta fino ad oggi
> Le collezioni presenti
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IL DUOMO
E' stata edificata su progetto di Ippolito Scalza tra il 1586 e il 1680. La facciata non è mai stata completata, mentre il campanile quattrocentesco, appartenente alla demolita Pieve di S. Maria è rimasto inalterato. L' interno del duomo è ricco di opere di indubbio valore: statua giacente del arciprete Aragazzi , letterato e segretario del papa Martino V, questo sarcofago apparteneva ad un complesso monumento funerario, il Cenotafio Aragazzi di cui restano nella cattedrale altri sette frammenti. Inoltre nel Duomo è possibile vedere il Fonte Battesimale, esempio di scuola senese assieme alle statue di San Pietro e San Giovanni Battista; l' altare dei Gigli che raffigura i santi Stefano, Bonaventura, Caterina e Bernardino, un basso rilievo raffigurante una Madonna con Bambino; nella terza cappella della navata di sinistra c'è una tela con San Sebastiano di Andrea del Sarto; nella navata a destra nella terza cappella c'è un fondo oro di scuola senese, il Redentore, nella quarta sulla parete San Nicola di Bari; nell' ultima cappella si trova un altare in marmo policromo dello scultore Mazzuoli da Siena. Nella navata centrale , appoggiate ai pilastri che sorreggono la volta della cupola , si trovano due sculture lignee del XV secolo: sono due statue dorate che raffigurano l' Annunziata e l' Arcangelo Gabriele e vengono attribuite a Francesco di Valdambrino allievo di Jacopo della Quercia infine un Trittico dell' Assunta di Taddeo di Bartolo del 1401.
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TEMPIO DI SAN BIAGIO
Il tempio di San Biagio, uno dei monumenti più significati del Rinascimento italiano, fu edificato sopra i resti dell' antica pieve da Antonio da Sangallo il Vecchio a partire dal 1518. La chiesa fu costruita in seguito ad episodi che i commentatori dell' epoca definirono miracolosi, numerosi testimoni affermarono di aver visto muovere gli occhi di una Madonna affrescata su una parte appartenuta alla chiesa preesistente. Il luogo divenne meta di pellegrinaggi al fine di ottenere grazie e guarigioni tanto che, in breve tempo, si iniziò la raccolta di elemosine per l' edificazione di un nuovo tempio. La posizione della chiesa isolata ed esterna alla città, permette la lettura dell' intero volume ed al contempo sottolinea la funzione 'speciale' di questo tipo di chiesa, che si ricollega idealmente ai Martiryon tradizionalmente a pianta centrale. All' interno, dietro all' altare maggiore è collocato un grande dossale marmoreo di Giannozzo e Lisandro di Pietro Alberini; la vetrata, Madonna con angeli e santi ed il peccato originale è del maestro Bano di Michelangelo da Cortona; nella nicchia alla destra dell' altare è collocato un organo settecentesco che ingloba parti di un organo più antico. Da vedere anche la canonica di San Biagio.
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PALAZZO BUCELLI
All'esterno del palazzo un singolare basamento, composto di frammenti lapidei, urne cinerarie e iscrizioni, per lo più materiale d' avanzo della raccolta e copie , costituisce una sorta di piccola esposizione all' aperto dell' arte etrusca e romana della zona.
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CHIESA DI SANT' AGOSTINO
Interessante facciata, la cui parte inferiore è opera certa di Michelozzo compone i modi del primo rinascimento con gli stilemi del tardo gotico . La chiarezza con cui è impostato il disegno generale della facciata non lascia dubbi sulla appartenenza alla cultura rinascimentale, mentre la presenza di goticismi dimostra la vitalità di una tradizione radicata che penetra profondamente nella cultura del '400. Particolare autorevole della facciata è la lunetta, posta sopra il monumentale e raffinatissimo portale d' ingresso . Qui sono poste tre figure in terracotta di preziosa fattura : la Madonna col bambino tra i santi Giovanni Battista ed Agostino. Di particolare interesse, anche per quanto riferisce il Vasari nelle Vite, si innalza imponente, sull' altare maggiore, un Crocifisso in legno dipinto la cui attribuzione è stata a lungo incerta con indicazioni tra le più disparate: Donatello, Antonio del Pollaiolo, Michelozzo, Antonio da Sangallo il Vecchio. Dietro l' altare maggiore è l' ingresso al coro vecchio ricavato nella tribuna della chiesa primitiva. Nel 1634 la tribuna fu affrescata dal poliziano Bartolomeo Barbiani, allievo del Pomarancio.
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CHIESA DI SANT' AGNESE
L' interno della chiesa, ad una navata, è stato più volte rifatto. Al centro del rosone della facciata una vetrata dipinta, raffigurante Sant' Agnese, opera di Bano di Michelangelo da Cortona, forse lo stesso che ha eseguito le vetrate per il tempio di San Biagio e per la Chiesa di Sant' Agostino. La cappella a destra dell' ingresso è dedicata a Santa Caterina da Siena, contiene un affresco attribuito a Simone Martini, proveniente dal demolito convento di Fontecastello presso Zoccoli. Nella cappella a sinistra, detta del Crocifisso della santa, è visibile un crocifisso ligneo di scuola tedesco-renana del XIII secolo. Sull' altare maggiore si trova il cenotafio marmoreo, opera del Mazzuoli da Siena, in cui si conserva il corpo di Sant' Agnese Segni. Sul lato destro c'è l' ingresso alla camera di santa Agnese dove si conserva, assieme al suo tesoro, il cofano di legno che fu la sua prima urna.
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GIARDINO DI POGGIOFANTI
Situato a 503 metri di altezza era in origine un poggio di proprietà della famiglia Fanti, a ridosso delle mura medicee. Dal giardino si può godere il panorama toscano, che a sud est abbraccia gran parte della Val Chiana, da Castiglion Fiorentino a Cortona, fino al lago Trasimeno. Verso nord è possibile vedere in tutta la loro suggestività le colline in direzione di Montefollonico e Torrita di Siena.
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TORRE DI PULCINELLA
Costruita nel 1524, porta sulla sua sommità una statua, in legno rivestita in lamiera, che rappresenta Pulcinella la cui presenza in terra toscana continua a destare la curiosità dei turisti. In effetti il personaggio Pulcinella, la cui invenzione è da far risalire ai primi del Seicento raggiunse proprio sul finire del Seicento popolarità universale in virtù della grande voga teatrale conquistata in Italia e in Europa ed è possibile che possa essere stato ben conosciuto anche a Montepulciano che già nel secolo XVII era dotata di un teatro per rappresentazioni.
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LOGGE DEL GRANO
La diffusione di questo tipo di struttura pubblica in Toscana e Valdichiana trova giustificazione nella politica economica operata dai granduchi medicei, da Cosimo I e soprattutto da Ferdinando I, che considerarono la zona della Valdichiana, dove si produceva soprattutto grano, la riserva a cui attingere durante le gravi carestie che si abbatterono sul territorio del granducato durante gli ultimi decenni del Cinquecento.
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PALAZZO EGIDI
Nell' atrio una porta in legno, dove sono ripetuti i simboli del portale, introduce alla scala in travertino, coperta a botte e a crociera, che conduce ai piani superiori. Conserva nonostante le profonde manomissioni dovute a diversi passaggi di proprietà, alcuni ambienti con decorazioni di gusto ottocentesco, abbastanza comuni nei palazzi nobiliari di Montepulciano, ed altri con decorazioni più complesse, con scene campestri e di ispirazione orientale , che risalgono al XVIII secolo. Un piccolo ambiente con le pareti a stucco bianco e rosa viene ricordato come la cappella del palazzo, e sembra che qui, in corrispondenza della finestra a lato del portone, esistesse la cosiddetta 'porta del morto', la cui traccia è tuttora visibile in facciata, da cui venivano fatti uscire i faretri.
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CASA DEL POLIZIANO
Sulla facciata della casa ci sono due iscrizioni, quella a sinistra che fu dettata da Isidoro Del Lungo nel 1875, e quella sopra il portale, del 1613, che riportiamo di seguito in quanto è ormai quasi illeggibile: Angeli-Poliziani Ex.Nobil. et Prisca Cinorum familia Aedes andreae Cini archidiaconi Polit. Centum post Ann. Fideic. Agnatis Adscriptae MDCXIII.
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PALAZZO DEL MONTE CONTUCCI
L' edificio ha subito, insieme ai molti passaggi di proprietà, una rielaborazione, individuabile nell' ultimo piano, dove al posto del travertino viene impiegato il mattone e i forti giochi chiaroscurali del basamento cedono all' eleganza esile delle finestrelle a cartella, da alcuni riferite al Pozzo, cui si devono anche gli affreschi, commissionati dalla famiglia Contucci con rappresentazioni illusionistiche del grande salone al piano nobile. La partitura a colonne tortili degli affreschi si apre sulla parete sud nella prospettiva di un portico di giardino concluso da un' esedra.
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PALAZZO NOBILI -TARUGI
Il palazzo è uno dei più noti e studiati della zona di Montepulciano, Perla del Cinquecento sia per le sue caratteristiche architettoniche, che ne fanno un testo originale e per così dire unico, sia per la sua posizione di rilievo nel contesto urbanistico, poiché è posto con il Palazzo Del Monte a formare, insieme alla Cattedrale e al Palazzo Comunale, il fondo scenografico e suggestivo di Piazza Grande. Nell' interno dell' edificio vi è un salone dipinto da Bartolomeo Barbiani, allievo locale del Pomarancio.
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POZZO DEI GRIFI E DEI LEONI
Risultano interessanti le sculture presenti sull' architrave, sulle quali pare di poter avanzare la seguente lettura : i due leoni rappresenterebbero la Repubblica di Firenze che domina, tramite i Medici, sul comune di Montepulciano; si notino due sfingi, su cui poggia lo stemma mediceo, simbolo dell' arcana sapienza ed elemento decorativo molto diffuso nel Rinascimento.
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PALAZZO RICCI
Sul prospetto interno, verso il cortile, si apre una bella loggia, semplice nella partizione, che presenta delle analogie con logge coeve della città. Dal cortile si ha una veduta amplissima sul paesaggio collinare toscano che circonda i lati nord e ovest della città; bellissimo il colpo d' occhio sul tempio di San Biagio.
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CHIESA DI SANTA LUCIA
Notevole composizione la cui monumentalità viene maggiormente valorizzata dall' ampio trono, vera e propria edicola marmorea che riflette, in particolar modo, alcune fra le più celebri opere di Piero della Francesca.
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SANTUARIO DELLA MADONNA DELLE QUERCE
Costruito alla fine del '600 in seguito ad un evento miracoloso ha una struttura originale, costituita da una cappella, a sua volta custodita dall' edificio esterno. Sulla facciata della cappella interna vi sono due statue in terracotta policroma di Luca della Robbia. Nella cappella esiste un' interessante raccolta di exvoto dipinti che ricordano, in semplice stile popolare, le grazie concesse dalla Madonna.
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